domenica, giugno 19, 2011

Nei pressi di via plebiscito, la Fabbrica del sorriso

A volte, in alcune situazioni, come un coniglio dal cappello, tiri fuori da te delle strane forze che ti sorreggono come un respiro a pieni polmoni. Poi magari le senti mancare all'improvviso, ma se sei brava, bravo, ti fermi un momento, chiudi gli occhi, infili una mano invisibile dentro la pancia, cerchi finché non le ritrovi e fai in modo che escano al posto di qualcos'altro, almeno finché serve.

Così quando oggi la cucina si è trasformata in una succursale della più infima e sfruttatrice fabbrica cinese, il tavolo (sommerso da stoffa, spilli e forbici) era invece un'altalena carosello, su un seggiolino io, su un seggiolino lei e al centro Ben a cercare di riacchiapparci al volo mentre stavamo per scendere troppo in fretta.  Riacchiappata al volo estraevo di nuovo il mio magico coniglio dal cappello.

Mi viene più facile questa magia quando sono sola e per tutto il giorno non ho atteso altro che tornare qui nella mia tana, ma è pur vero che stando in silenzio, ascoltando qualcuno che ti parla di sé, tu proporzioni il tuo mondo, ciò che sei e ciò che vivi. Rifletti e capisci che il "ti tieni tutto dentro, tiralo fuori, urla, fai qualcosa di stupido se serve" (cit. Ben) non è un dramma epocale... sono fatta così e se c'è stato qualcuno nella mia vita a cui ho sentito di poter dire cosa e chi sono, che ho lasciato entrare nel mio mondo, c'è qualcuno invece a cui non ho alcuna intenzione di dirlo e che tengo fuori. Capisci che il "sei una persona troppo intransigente ma più di tutto con te stessa" è quantomai vero, perché gli altri non sono così duri con se stessi, ma non "è assurdo" perché se io non sono da esempio per me stessa perdo le coordinate e non so più essere morbida con nessuno. Capisci che, come scrivevo ieri, è sempre meglio fidarsi che non fidarsi, anche se qualcosa o qualcuno ti mette una gran paura addosso.
...che è sempre meglio fidarsi, che non fidarsi, anche del fatto che alla fine basta ricordarsi di respirare e fare un sorriso.









A furia di ravanare nella mia pancia alla ricerca del coniglio, adesso sono piegata in due dal dolore. ...maledetti tarli.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

"Gli occhi non davan lacrime, ma portavan segno d'averne sparse tante"

Alessandro Manzoni


Voglio che tu sappia che puoi sempre, sempre, sempre contare su di me..... come una sorella.Ogni tanto fa bene aprirsi e sfogare, magari non si risolve nulla, ma ti confesso che è una bella sensazione sapere che ci sono delle persone che ti vogliono bene e ti stanno accanto T.V.T.B.
La Promotrice de "La fabbrica del Sorriso"

Ale ha detto...

La tua presenza "silenziosa" e sorridente è più preziosa di qualsiasi altro gesto, come stamattina. E in qualunque città mi trovi, in qualunque condizione o umore siamo (spilli e pezzi di stoffa inclusi!), è lo stesso, puoi contare su di me.
Ti voglio bene anch'io Vale.

Che bello trovare un tuo commento...oggi non mi hai detto nulla!!!