sabato, giugno 18, 2011




Dieci centimetri di terra e fili d'erba. Era chinata su dieci centimetri di terra e fili d'erba e cercava lucertole. O coleotteri. China, al sole, su dieci centimetri di terra, i capelli arruffati, la schiena curva, sembrava un girasole d'autunno. Dieci centimetri più in là, le sabbie mobili. Dieci più dieci, venti centimetri. Terra, fili d'erba, coleotteri e fango.

Uno, due, tre, quattro riflessi allo specchio. Un pugno al dispenser di spazzolini alla luce del neon, in autogrill. Incantata, aspettando uno spazzolino, quattro riflessi alla luce del neon. Perché li tengono sempre accesi? si chiedeva. Una luce bianca, la ceramica fredda e lo spazzolino bloccato. Se potessimo galleggiare nell'aria, specchi così lunghi servirebbero a poco. Senza i neon servirebbero ancora meno. pensava.

Ho rotto un uovo. L'avrà mangiato il mio gatto. Ho un gatto davvero brutto. E grasso. diceva, mentre lo spingeva giù dallo zabuton per farlo rotolare sopra il tatami. Sei fiori di ciliegio sul davanzale. Neko, sei fiori di ciliegio, l'uovo e il suo uomo. Ho un gatto rosso davvero brutto. E grasso. diceva, mentre lui la teneva per mano passeggiando tra i ciliegi in fiore.

Dell'estate avrebbe scritto solo alla fine.

2 commenti:

Farnetico ha detto...

Armonia suprema di musica e parole

Ale ha detto...

grazie :) ...mi sembra troppo, ma grazie.