sabato, giugno 04, 2011

Danza fino a morirne




Oblivion, Gidon Kremer su musica di Astor Piazzolla, un tango.


Ti gira intorno ad occhi socchiusi, le spalle dritte, le mani morbide. Sembra chinarsi, leggera si solleva, inclina la testa, ti guarda dritto.
La senti scivolare sulla caviglia, sale come un serpente o un ramo di vite. Ti è davanti, la seta lucida sui suoi fianchi, tirala piano a te.
Piega il suo polso sul tuo petto e poi allontanalo dal cuore. Tieni forte la sua mano e con l'altra sfiora la sua schiena fino a stringerla.
Si avvicina lentamente e vibra già in lei la musica.
Anticipala, disegna l'andatura, lei ti segue.
Falla danzare, portala sui tuoi passi e fissala negli occhi.
Trattienila mentre finge e si allontana.
Ti accompagna in punta di piedi, avvolge le sue gambe tra le tue.
Che vi si guardi o meno, volteggiate come archetti sui violini.
Brillerà la sua bellezza anche nelle movenze più scomposte.
Sorreggila mentre piega indietro il collo, sfrontata solleva il petto e getta indietro le spalle.
Bianche le luci e le ombre le attraverserete fino a tagliarle.
Il fiato si farà unico e tremerai per la passione
   o lo sfinimento.
E sospesi sarete da terra,
tu e la Verità.
   o una menzogna. è la stessa cosa.


Foto di Natacha Pisarenko

2 commenti:

marginalia ha detto...

molto bello

Laura ha detto...

"tu e la Verità.
o una menzogna. è la stessa cosa."

Con Oblivion poi ....che dire? Magnifico. E' così. Perfettamente perfetto.