mercoledì, giugno 22, 2011

Atlante

Più forte degli umani, più forte degli dèi
Gocce di pioggia nutrirono il seme di Giàpeto e Climene
Titano ne nacque Atlante.

Mosso dal fato, predittore di sventure,
Guidò potente l'epica guerra al figlio del Tempo.

Sangue già due volte tradito
Spezzò l'Eterno e di vendetta
Riempì le profondità del Tartaro.

Inflitta gli fu la punizione più greve,
Zeus, figlio di Crono,
Sulle spalle gli pose l'intera volta celeste.

Disumana la sua forza,
Sostenne il peso del castigo
Prima e dopo l'inganno d'Eracle.

Il sospetto infine tramutò in sorte
Di pietra si fece agli occhi della Medusa
Quando a Perseo negò il suo aiuto.

Immanente riposa Adrar n Dern, colonna del cielo
Alla luce delle Pleiadi, sue figlie.









 
Scrivere di Atlante era un pretesto. "Io mi sento Atlante, a volte, con il peso del mondo (il mio) addosso" Baol - ma studiando il mito ho scoperto che Atlante non sorreggeva la terra ma la volta del cielo. Solo medievali e successive interpretazioni vedono Atlante a sorreggere il mondo. Non ho più il mio pretesto dunque. Ne ho scritto lo stesso, mi riservo di far finta di non aver mai scoperto nulla e riscriverlo in toto. 

Posta un commento