martedì, marzo 02, 2010

La stanza rossa

La stanza rossa non è rossa.
Nella stanza rossa c'è una porta che è aperta.
La stanza rossa è stretta e lunga, non troppo stretta, non troppo lunga.

Se ti metti sulla porta e la osservi in prospettiva, vedrai a lato tre finestre alte ad arco.
Vetri molto puliti, tende lunghe e ben raccolte, mutevole il paesaggio, i muri intonsi, un comodo divano.
Un divano bianco, per tre posti, tre sagome marcate.
Non riuscirei ad affacciarmi davanti alle finestre, mi lascerei nascondere dalla parete e sbircerei fuori con cautela.
Non sopporterei che qualcuno dalla strada veda dentro mentre guardo.
Nella stanza rossa, in un angolo, c'è qualcosa di bianco, morbido e brillante, ma...
non appena mi avvicino, cambia forma e mi spaventa.

La stanza rossa sembra la stanza di un castello, potrebbe anche piacermi trascorrervi del tempo...
ma quando finalmente vi entrerò, riporterò quel dondolo nell'angolo e metterò rose rosse dappertutto.

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