martedì, febbraio 02, 2010

L'odore di un libro.

Caro mio,
non farti fregare da chi ti dice che i libri odorano di libri. Non credergli, sono fandonie. Ogni libro, per fortuna, ogni storia, e meno male, ha il suo odore. Quando entri in biblioteca, non credere sia l'odore stantio della muffa sulla carta, quello che senti. L'odore di una biblioteca è l'odore della morte, degli attimi, s'intende. I libri di una biblioteca sono puttane e non appartengono a nessuno. Odorano di calura estiva, di caffè preso in pausa al bar all'angolo e di secoli di polvere, ma, ti assicuro, non riuscirai a distinguere nessuno tra questi afrori. Se non mi credi prova pure ad entrare in libreria e tenta di descrivermi l'odore che ti assale appena sull'ingresso. Sentirai l'odore pungente del disinfettante usato per lavare i pavimenti, i profumi dolciastri delle commesse imbellettate, l'odore aspro dell'inchiostro di stampa delle casse, ma nemmeno uno di quei libri, prima della soglia, avrà alito differente da carta e colla.  Se poi sei pure fortunato ed un libro te lo prestano, annusalo mentre lo giri e rigiri tra le mani, sentirai l'odore della frittura del mercoledì, se ti va bene.
Adesso, di nuovo, ti domando: credi che i libri odorino di libri?
I libri sono come le persone, hanno pelle e rughe, assorbono gli odori, s'impregnano di profumi e di sozzure. Per dio, fammi quindi il favore di prendere quel Dostoevskij e toglierlo dal comò accanto alle candele e togli quel Tagore dal tavolino del soggiorno, che non val la pena poi, ti farà fare pessima figura e puzzerà di cioccolato al whisky.
Un libro, è peggio di una donna. Strofinale viole tra i capelli e profumerà d'inverno. Mettile del vino sotto la lingua e sentirai profumo d'uva tra le sue perfide parole. Tracciale una riga di curcuma sul fianco e ogni suo movimento profumerà d'oriente.
Un libro che si rispetti, tienilo a mente, profuma di legno e di grafite. Al limite ha l'odore di un tè nero troppo forte,  di lenzuola ben stirate. Se l'hai prestato ad una donna poi, vedrai che avrà quell'odore insopportabile di lacca e borotalco, di un fazzoletto troppo umido, di biscotti appena caldi.
Devo ammettere, mio caro, che raramente mi son trovato tra le mani un libro il cui odore fosse intollerabile e volgare. Un libro, purché maneggiato con dignità e con rispetto, credo sappia sempre conservare l'odore buono della vita che ha intorno. Un libro del resto è una storia, e ogni storia, che si rispetti, ha il suo indimenticabile buon profumo.

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