domenica, novembre 15, 2009

Qualcuno si fa una tazza di tè nel cuore della notte.

Una casa la porti dentro,
una casa sono piccole abitudini,
sono rumori riconoscibili e confortanti,
una casa non è un luogo,
una casa è un guscio.

Ho trascinato il mio guscio per città, nebbie e venti,
ho messo pentole sotto le crepe alle finestre che non smettono di gocciolare,
ho rotto vetri e visto gelare fiori dimenticati sui davanzali,
ho chiuso scuri e lasciato che passasse il sole tra le serrande,
ho sentito l'odore del caffè e della vernice fresca,
ho steso piccoli stracci come coperte ed enormi lenzuola difficili da piegare,
ho collezionato tazze, ne ho abbandonate alcune e ho appeso le più preziose al tetto,
ho vinto un gioco a premi, in cui avrei vinto comunque, l'amore,
ho dormito protetta da piume e ragnatele di sogni.

Una casa ti accorgi di averla quando smetti di temere che qualcuno te la strappi via,
una casa è quel modo instancabile e ingenuo di cercare sempre conforto.

La mia casa da bambina era uno scarabocchio in fondo al foglio dietro mamma e papà,
adesso è ai piedi di innevate montagne secolari, con due alberi e una stradina,
ma c'è da sempre, aggrovigliato o no, un ricciolo di pennarello che esce dal comignolo.



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