venerdì, aprile 24, 2009

Narcisi e caleidoscopi

Strabiliante il potere evocativo delle immagini.
Cosa può anche solo un'ombra o un'impronta... una lanterna magica o un caleidoscopio.
Si è talmente abituati a riconoscere qualcosa come la tal cosa che se la metti anche solo a testa in giù fai fatica ad orientarti. Un esempio:


[hai inclinato il capo?]

E' quello sguardo rovinato dal vizio del sapere che toglie incanto alle immagini frequenti. Talvolta riesci ad estraniarti e in un guizzo hai scattato la tua foto. Che l'abbia fatto su un rullino, sul silicio o nella mente, è quella volontà di appropriartene che le rende uniche e deformi. Violentiamo immagini continuamente e senza alcun pudore. E dopo averle violentate le lasciamo lì, corpi inerti e straziati, quasi anime senza più alone.

Prendersi cura, invece, si dovrebbe, delle immagini frequenti, dei dettagli scontornati.
Per vederlo, non cambiare quell'immagine, non puntargli su una luce o aspettare che il tramonto gli dia quell'aura così nuova, mettersi piuttosto a testa in giù, chiudere un occhio e aprire l'altro.

O ancor meglio se riesci, guarda solo, senza afferrare o possederle... le tue immagini frequenti.

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