domenica, marzo 22, 2009

I bambini sul tappeto

C'era un carillon, lo aprivamo e rimanevamo fermi, incantati, uno di fronte all'altro ad ascoltarlo. I tuoi occhi erano curiosi, credo ti chiedessi perché era così incantevole. Me lo chiedevo anch'io.
Ballavamo, fra il rosso il nero e il blu di un mondo che era grande. Costruivamo già le nostre case. la misura piccola del nostro mondo, disegnava bianche le stanze delle nostre menti. E fra i muri secchi della realtà, vedevamo i sogni ancora boccioli gelare in incomprensibili gesti.
Adesso la notte tormenta anche te...
Siamo lontani, ma ti sento. e basta un attimo e dentro sento l'angoscia dei tuoi incubi, che sono i miei.
Rimango sveglia la notte, perché lei sa tormentarmi. E il silenzio arido che custodisce in sè, può seccare i ricordi. Perché io ricordo tutto. e lo ricordi anche tu.
Se potessi, piccolo mio, ti strapperei dal cuore quell'ansia. Per proteggerti.
Ma ti fuggo. con il cuore in pezzi per non saperti aiutare. Non ho risposte ancora, alle nostre domande.
Accudisci le tue paure. guarda un'alba. Scappa in un libro, se proprio vuoi scappare. Trema quando nessuno ti vede, per non spaventarti del suo sguardo. Se dormi, scappa da lui, corri via se non riesci a voltarti. non avere nausea del mondo, respira forte. e abbi la forza per scaldare i nostri fiori.
La musica del nostro carillon continua ed è meravigliosa. la sto ascoltando.
Sii grande. io... sono qui.

[a te, che diventi più grande.]

2 commenti:

stelllare ha detto...

che bellissimo post!;o)
tutto d'un fiato!

Ale ha detto...

...è un vecchio post, molto vecchio, due blog fa, e in verità ho una finestra aperta con un post su cui sto scrivendo, ma per qualche motivo ha avuto di nuovo senso pubblicarlo...

grazie stella, sei sempre cara! ;o)