lunedì, febbraio 09, 2009

La misura delle cose

Conosco un uomo che prende la misura delle cose.
Lui non è come gli altri.

Se gli metti davanti una tazzina calda di caffè non prenderà lentamente il cucchiaino, si avvicinerà per sentirne l'odore, lui allungherà il suo metro, la misurerà, poi lo poserà sul tavolo e lentamente la sua mano viaggerà verso il cucchiaino per portarlo alla zuccheriera o si avvicinerà ad occhi chiusi per annusare l'aroma.

Lui misura tutto.
Porta con sé in una tasca il suo metro e se serve, prende la misura.
Lui misura anche l'aria.
Se prende un appunto, avrà prima, di certo, misurato il suo foglio o la sua penna.

Ho visto con i miei occhi misurare i bicchieri, i libri, le lampadine, le chiavi, le scarpe finanche la carta igienica.
Ormai è così avvezzo che non tende il suo metro dall'inizio di un capo stendendo l'altro ma srotola il metro e con un colpo d'occhio da un qualunque frammento, afferra al millimetro.
La qualità.
Lui misura ogni cosa per conoscerne la qualità. Ogni cosa ha una sua misura.

Lui non dice una sola parola in merito al risultato, lui misura, poi tace, ed il gesto seguente sarà comune e banale.
Lui misura anche la polvere.
Ho visto con i miei occhi misurare un'arancia, un bicchiere d'acqua, una stoffa, una foto, un guanto, un anello.
Aver la misura. Lui misura di tutto.


Conosco un uomo che prende la misura di ogni cosa.
Se gli domandi perché, lui prenderà a misurarti la lingua.
Eppure, ne ho la certezza, davanti ad un nano o ad un gigante non prenderebbe il suo metro.


Conosco un uomo che chiunque incontri, fa un passo in avanti e, mani in tasca, guarda fisso negli occhi.




Fotografia di Elliott Ewritt

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