domenica, ottobre 26, 2008

Intervista al senatore Francesco Cossiga pubblicata sul Quotidiano Nazionale il 23 ottobre 2008

Nei giorni scorsi pur avendo trovato qualche commento e una vignetta particolarmente brillante su questa intervista, non mi ero fermata a cercarne la versione integrale.




Stasera, tra i numerosi siti web che ne riportano traccia, ho trovato, non senza difficoltà, il pdf della pagina del quotidiano.

Trascrizione integrale dell'intervista di Andrea Cangini al senatore a vita Francesco Cossiga.

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l'uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
«Dipende, se ritiene d'essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l'Italia è uno Stato debole, e all'opposizione non c'è il granitito Pci ma l'evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno».

Ossia?
«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».

Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no?
«Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio».

Quale incendio?
«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E' dunque possibile che la storia si ripeta?
«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.
«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...
«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all'inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com'era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c'è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».


Articolo pubblicato sul Quotidiano Nazionale

del 23 Ottobre 2008.


Il potere divulgativo di internet è tanto democratico quanto terrificante per potenza ed estensione. Non avevo idea che di tali indecenti dichiarazioni non fosse uscita nemmeno una riga sui principali quotidiani italiani.

Ed un sacco di pensieri affollano disordinati la mente... di cui un ultimo, in coda, paziente...
che forse davvero in Italia accadono cose talmente insipienti, indecenti, incredibili e inverosimili che chiunque, anche un Italiano onesto e normale, per andare avanti e sopravvivere deve chiudere un occhio e di volta in volta dimenticare di averle ascoltate, viste e vissute.

ma ancora un pensiero ritardatario si accoda di fretta e all'ultimo poi di botto si ferma...

per sopravvivere... ho scritto "per sopravvivere".

7 commenti:

stelllare ha detto...

mi viene da vomitare!

tracina ha detto...

senza parole -_-

Ale ha detto...

Io, credetemi, stento ancora a crederci.

iggy ha detto...

eppoi capita che gli sbirri chiamino per nome i nazifascisti col bastone tricolore..
cheppaese dimmerda..

Coq Baroque ha detto...

Alla luce dei fatti non era un'intervista. Un consiglio piuttosto.

Anonimo ha detto...

Prima considerazione: lo scandalo non è nel merito di queste considerazioni. Figuriamoci, che la karogna Kossiga avesse fatto queste cose non c'è certo bisogno che ce lo venga a spiegare, abbiamo ancora le ossa mezze rotte a ricordarcelo.

Lo scandalo è che hanno ormai chiaro che è il tempo in cui queste cose si può dirle e farle alla luce del sole. Gli Itagliani sono sotto anestesia, il prossimo massacro dei giovani avverrà addirittura col consenso della maggioranza.

Seconda considerazione: ma non c'è qualche avvocato in giro? Non si può fare almeno un esposto alla magistratura?

Ale ha detto...

#iggy dimmmmmerda... con qualche m di mmmerda in più...[anche se una gentildonna non dovrebbe dire certe cose]

#coq in Cadorna avresti dovuto vedere le facce dei caschi blu davanti ai ragazzini... erano atterriti... chiunque era fuori posto. Io ho avuto pena per entrambi.

#anonimo c'è chi non si stupisce più di nulla... c'è da sempre chi si non si stupisce più di nulla... ci sono infinite cause e strategie che portano a non stupirsi più di nulla... atarassia sociale.