giovedì, settembre 18, 2008

 

Mentre scrivo e penso...

... ciò che più vi si avvicina al suono della mia mente, adesso.

Passe partout. Un biglietto per il mondo, che possa uscire dalle mie tasche per lasciarmi passare... ovunque. Passare silenziosa tra le fessure nelle soffitte, scivolare dove gocciola la resina, tra i fili di una collana impigliata nei capelli, passare nel buio senza esser vista e strisciare acquattata come un gatto sull'asfalto di una strada. Voglio un biglietto per il mondo, una chiave di lettura o di volta, per capire, attraversare tutto, entrarci dentro e se necessario stravolgerlo. Superare un cancello, mettere un piede in un'acqua sacra, rotolare con le conchiglie sotto il mare in tempesta, voglio aggrapparmi ad un soffione e galleggiare nell'aria.

Rumori scomposti e tamburi che accompagnano il passo. Un biglietto per il mondo che apra grandi portoni e porte invisibili. Una collezione d'impronte per ogni passo ed una parete piena di fotografie senza senso. Scie di lumache che luccichino al sole come labirinti per indicarmi la strada, con passi lenti e decisi, senza incertezze che scompongano il portamento. Strane creature i pesci. Passare sulle corde dei violini per risentir tremare al taglio il legno di un albero, ancora e ancora all'infinito.

Un biglietto per entrare silenziosa tra le tende di un teatro in attesa ed attendere che passi, quell'attesa spossante di ciò che deve accadere. Un biglietto per poter rimanere seduta tra le mura di una biblioteca per una vita intera. Per poter assaggiare con un dito tutte le spezie conosciute e rimetterlo dentro ancora se ne ho voglia.

Una chiave per poter aprire tutte le porte ormai chiuse, lasciarle lì spalancate un momento e richiuderle di botto. Una regola che valga sempre per sapere cosa è giusto, cosa vale per me e nessun altro. Cosa vale.

C'è un forziere ai piedi dell'arcobaleno.

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