sabato, novembre 20, 2010

Sotto (vuoto) un tappo.

Ho sognato una poesia, stanotte. e chissà dove l'ho nascosta poi. E c'era anche un gatto, due gatti. ed era piccolo e morbido. E delle tende alte e scure. che non lo erano poi così alte, e nemmeno così scure. C'erano fili e prese che venivano ossessivamente arrotolati e srotolati. C'era una gabbia, con dentro un topo e poi un gatto, due gatti. E sempre estranei sul balcone. E fogli e conti e soldi. C'era una famiglia. che erano debiti, urla e rabbia. C'era rabbia, una gran rabbia. e chissà dove l'ho nascosta, poi.



venerdì, novembre 19, 2010

Post-it

Alle cinque del mattino è sempre troppo presto o sempre troppo tardi qualunque cosa tu voglia fare.

mercoledì, novembre 17, 2010

Post-it

Ci sono delle soglie, come quelle delle chiese, che non sono soglie qualunque, sono magiche. anche se non ci credi.

Tra le lenzuola

C'è una goccia che cade sempre nello stesso punto sul tetto, sopra il mio letto. Si potrebbe impazzire per una cosa così. Una goccia che da quattro anni, ad ogni pioggia, cade sempre nello stesso punto, facendo sempre esattamente lo stesso rumore sordo.
E ce ne sono state e ce ne saranno, notti in cui lo troverò snervante. ma in altre, io l'attendo. Attendo ogni goccia come se tutte fossero una.

lunedì, novembre 15, 2010

Post-it

Le maniche sono presine perfette.

ma anche ottimi fazzoletti.

Crumbling is not an instant's Act
A fundamental pause
Dilapidation's processes
Are organized Decays -


'Tis first a Cobweb on the Soul
A Cuticle of Dust
A Borer in the Axis
An Elemental Rust -


Ruin is formal - Devils work
Consecutive and slow -
Fail in an instant, no man did
Slipping - is Crashe's law -

Emily Dickinson



Sgretolarsi non è Atto di un istante
Una pausa fondamentale
I processi di Disgregazione
Sono Decadimenti organizzati -

È prima una Ragnatela nell'Anima
Una Cuticola di Polvere
Un Tarlo nell'Asse
Una Ruggine Primordiale -

La Rovina è metodica - i Diavoli lavorano
Costanti e lenti -
Nessuno, si perde in un istante
Scivolare - è la legge del Crollo -

Emily Dickinson



sabato, novembre 13, 2010

Qualcosa di confortante

Le piccole cose hanno rotto. Non esistono cose piccole e cose grandi. Le cose grandi sono un elefante, una locomotiva, un castello. Le cose piccole possono solo che essere moscerini, granelli di sabbia, briciole di pane. E non è che valgono meno.
Ci si può riempire una vita a secchiate, di piccole cose. quindi ho deciso di sparpagliarle qui e lì, le mie, piuttosto che chiamarle così. E stasera chiaccherando, mi sono accorta che alcune stanno benissimo dentro la varietà cose confortanti.
E' confortante un uovo alla coque, una tazza di latte e orzo, il vin brulé, è certamente confortante una borsa dell'acqua calda, un plaid, una sciarpa, tenere un fazzoletto dentro il pugno, o un brodo caldo.
Le cose confortanti non lo sono solo perché calde, è confortante anche il riso al latte o l'odore della lavanda.
un carillon, sollevare un caleidoscopio e guardarci dentro. guardare un post-it scritto chissà quando, mettere l'acqua al tuo ciclamino o veder crescere una piantina d'edera.
E' confortante accorgersi che qualcuno ha riposto qualcosa così come piace a te, o riguardare il mio film d'amore preferito ancora una volta. E' confortante mettere i pantaloni del pigiama e il profumo dei narcisi.
Le piccole cose, o quelle confortanti, come le mie, non valgono di meno. Sono preziose.

giovedì, novembre 11, 2010

Re-edit


 
Ha i capelli blu
e labbra viola
come l'orizzonte del cielo e del mare.
Ha la pelle scura come la roccia
e sulle punte delle dita diamanti d'acqua.
Ha perle negli occhi
e smeraldi iridi
Sui fianchi scie di sale
e fili d'erba gli anelli al dito.
Caramello è la saliva
e gocce di latte le lacrime.
Il cuore pietra focaia
e i suoni nascosti
dentro conchiglie.



l'ho incontrata, finalmente.

Io l'ho vista, le ho corso dietro per un po', ma come fai a stare dietro a una così...
è già così difficile vederla, figurarsi starle dietro. Era mal vestita, non l'avrei detto, aveva capelli biondi spettinati e stinti e una tuta un po' sgualcita. E' corpulenta, avrei giurato fosse esile e bassina, invece è alta e bella grassoccia. Non ha detto una parola eccetto un borbottio spazientita al rosso del semaforo. E' dell'est. No, non te l'aspetti d'incontrarla e di sentirla borbottare qualche improperio in ucraino o rumeno, te la sei immaginata per una vita intera, piccolina, magra e con un perfetto aplomb inglese...
invece era lì, magnifica nel suo incedere deciso e fiero, ferma anche lei ad un semaforo, tanto alta che, ovviamente, le puoi stare dietro e tu sparisci...
e ha quell'odore, quell'odore che distingueresti fra milioni di profumi... quell'odore che è l'odore della gomma per le penne.

E io l'ho vista finalmente, le ho corso dietro per un po' per essere sicura di non averla ancora solo immaginata.
Era lì, anche lei ferma ad un semaforo, che strano, e aspettava. Mi sono chiesta perché mai stesse aspettando, proprio lei, ma poi ha ripreso a camminare ancora e ancora e di nuovo a cancellare ogni suo passo e tutto ciò che le era dietro.
Girando l'angolo ha cancellato anche il suo odore e tutto intorno. fino ad un millimetro da me, che avevo ancora molto da dire.

mercoledì, novembre 10, 2010

martedì, novembre 09, 2010