Ci sono otto gradi fuori e fa freddo.
Sono allergica alla camomilla. "Meglio che non beva nulla, non usi creme nè detergenti con estratti alla camomilla." Ci sono un sacco di cose alla camomilla. Incredibile.
Perchè lavano le strade? Per quale motivo...
Oggi ha piovuto tutto il giorno, lavano via la pioggia? Fanno un rumore inquietante. O sono io, inquieta.
Sulla scia di un estraneo, alle sue spalle, dal suo profumo, riesci, se hai fantasia, ad immaginare chi sia.
Ci sono uomini che profumano di rigore. Senza guardarli in viso, sentendo il profumo netto e ben dosato del dopobarba capisci che non è oggi il giorno in cui si sono rasati, ma che oggi è un altro dei tutti i giorni in cui si sono rasati. Il loro profumo non è casuale, è l'odore di anni di quel dopobarba.
Ci sono uomini che fanno odore di solitudine, altri che profumano di primo colloquio. L'odore del primo colloquio sa un po' di naftalina ed è spesso pungente. E' fastidioso.
Ci sono uomini che svengono in metropolitana e l'odore di cuoio delle scarpe e della borsa da lavoro riesce a coprire quello della paura, dell'imbarazzo.
A volte hanno ancora l'odore del vapore del ferro da stiro, odore di casa, territori marcati.
Se gli tieni dietro, quelli col passo spedito, hanno addosso il profumo di un'avventura, avranno gli occhi distratti ed un accenno di sorriso sul viso. Il loro profumo è quello che spesso si allontana più in fretta e la sera, tolta la giacca, la cravatta e le scarpe, ritornano a fare odore di vecchio.
Se sono stranieri l'odore è più tenue. Se sono depressi l'odore è felpato, sa di piombo di carta e di stropicciato.
Lavano via gli odori. di notte. le strade.
...ed io detesto quello della vaniglia.
sabato, ottobre 04, 2008
giovedì, ottobre 02, 2008
...e se con le mani
che prima erano lì profonde nelle tue tasche
con leggerezza e distrazione
prendi un filo giallo
e lo srotoli,
la tua mente, ora, dove arriva?
Dove lo porta il tuo pensiero ed i suoi passi?
Incede?
o striscia sporcandosi di terra?
Puoi sentire il sapore del cotone nell'aria fredda di mattina?
Si è annodato?
Per dio, scioglilo.
o ingarbuglialo per sempre.
Hai lasciato andarne il capo o lo tieni ancora tra le mani?
Si è fermato lì ai tuoi piedi? ...o gli hai messo un piede sopra?
Vuoi una cruna con un ago?
Sei un cammello?
Lo raccogli da una pozza? Si è bagnato e non si muove?
Soffia forte che si asciuga.
Se l'hai perso già di vista, guarda bene nelle tasche.
...ma se vola via leggero,
stagli dietro e non staccarti
forse in volo si è impigliato
alla piuma di un uccello.
domenica, settembre 28, 2008
Le frittelle di paperino
Accade sempre di notte...
come una febbre alta, o la sete, o quando sogni di cadere e ti svegli di soprassalto. Di notte ho un soprassalto di scrittura.
Quando ero bambina pensavo che da Grande avrei prima o poi smesso di giocare a sfidare il destino contando le cose o prevedendo imminenti catastrofi...
"Se guardo l'orologio e sono due numeri uguali allora oggi mi interroga"...
Le 11.11.
"Se le mattonelle sono pari piaccio al tipo"...
Mattonelle dispari.
"Se vedo 7 stelle cadenti sarò felice per sempre"...
9 stelle cadenti. (mai più riviste così tante tutte in una notte)
"Se il biscotto si rompe a metà oggi sarà una buona giornata"...
Biscotto solo sbriciolato ma pronto rapido intervento di incisivi per affinare la metà... ("mattinata mezza mezza, ma recuperabile nel pomeriggio").
Così, oggi, da Grande, al contrario di ciò che prevedevo per il mio brillante futuro, di tanto in tanto e con altrettanto ardore e affinato senso per le catastrofi...
"Se adesso mi cade un bicchiere perdo qualcuno"...
Uno dei bicchieri da vino, regalo della mamma per natale, si sfracella letteralmente nel lavandino...
[addio signora Minù]
"Se conto queste bustine e sono 17 non ne venderò nemmeno una"...[non drizzate le antennine, non sono un pusher.]
Le bustine sono 16 ("che culo"). ("Ora metto via e vado a letto")...alzo un foglio,
la diciasettesima!
Passo metà del mio tempo da soprappensiero a giocare all'indovina.
Ecco, una postilla necessaria, che sia chiaro, non che io sia davvero sfortunata o che le mie sventure si verifichino poi sul serio, ma in qualche modo ho una spiccata propensione a sfidare la sorte senza motivo.
Del resto le mie avvenenti previsioni per il "daGrande" (perchè era un'entità superiore a sè stante degna della mia miglior stima e fiducia) più e più volte si sono dimostrate dei flop micidiali.
"daGrande smetterò di stare seduta come un maschiaccio"...
"daGrande smetterò di non riuscire a trattenere le lacrime quando salgono in gola"...
"daGrande smetterò di mangiare tutte queste Schifezze (entità ontologicamente fondata da mia madre ben 20-25 anni orsono)"...
Da grande...
sono sempre ale
...ho imparato ad accavallare le gambe con disinvoltura, ma continuo a non star seduta composta a tavola, alla mia scrivania, sul divano...
Da Ale...
vorrei essere come una pietra del san michele,
...così fredda
così dura
così prosciugata
così refrattaria
così totalmente
disanimata ...
o come la Golden Rock e riuscire a trattenere in bilico le emozioni, controllando i miei umori con spiccata fermezza senza sentir dentro a volte tutto questo essere.
Da grande...
mentre affino esotici piatti giapponesi...
non riesco a smettere di soffrire della sindrome da Frittelle di Paperino.
Suddetta sindrome prevede improvvise infantili voglie culinarie che inducono il malato a ricercare con foga e impazienza i sapori infantili più emozionanti e familiari, la malattia induce ad assecondare tali voglie a qualsiasi costo e sacrificio: piatti appena lavati, corsa al supermercato sotto la pioggia, sveglia anticipata, amici e parenti ospiti in casa, intossicazione alimentare ecc...ecc...
Ed ora io dico...
e poi taccio...
bene che prima o poi smetterò di mangiare Schifezze e finalmente diventerò Grande...
ma chi, a qualunque età, non si sentirebbe confortato e felice trovandosi davanti le fatidiche fumanti frittelle di paperino in un bagno di sciroppo d'acero?
[Pancakes...
perchè "daGrandi " le chiamano così.]
mercoledì, settembre 24, 2008
Il tempo si allunga e si distende, il cuore rallenta il ritmo fino quasi ad addormentarsi per la noia di attendere, si attende sempre qualcosa, oppure comincia a battere all'impazzata e senti che quasi ti scoppia dentro. Un muscolo che risponde agli stati dell'animo, che storia pazzesca.
Un giorno scivoloso e silente eccetto per un dettaglio in cui l'attenzione infinita dei sensi scoppia all'improvviso sull'autobus
le maniche lunghe arrotolate di un bimbo orientale in contrasto con l'orlo esatto dei pantaloni macchiati.
Giorni in grado di cambiare il corso delle cose, di metterti appeso a testa in giù per farti cadere le monetine dalle tasche dei jeans o farti salire senza guardare dove metti i piedi su una scala fatta di nuvole sfogliando un libretto così
RAINBOW IN YOUR HAND
di Masashi Kawamura
lunedì, settembre 22, 2008
Capita quando ti senti in nessun posto e da ogni parte
quando la pioggia è il mare di questa città
e campi di girasoli spenti
e aironi in volo
e la laguna
mentre ti chiedi cosa faccia quell'uomo
allontanandosi da venezia
su una piccola barca
al tramonto
Nell'istante in cui l'oro
diventa bronzo
così avorio
e poi argento
e
antichi narcisi
fioriranno nei boschi
tra la brina
e poi nel ghiaccio.
l'autunno.
lunedì, settembre 15, 2008
Sono dei lacci invisibili,
in me scorre il colore dei suoi vini, i suoi odori ed il suo tempo.
Passando un dito sulle labbra puoi assaggiare la pioggia che cade tra le foglie dei suoi viali
e negli occhi puoi vedervi il bianco del cielo terso dopo il temporale.
Mi tiene come incatenata.
I suoi volti, gli sguardi,
il rumore delle voci,
sono i tratti delle genti che popolano le mie terre
invisibili.
Mi chiama a sè.
Vi ritorno ed il mio respiro si placa come dopo una gran corsa
gli occhi si riposano,
attendono di ritrovare tra le strade le briciole che vi lasciai.
Mi strega.
Un nodo che dal ventre mi tiene legata.
Rallenta il battito del cuore
i sensi allentano la presa
e smetto di stringere i pugni
come un pesce che torni al mare
o un uccello che riesca a tornare al nido.
Mi possiede
da sempre.
Nel mio sangue scorre il colore bruno
di regioni lontane
scaldate dal sole
e le tinte fredde e brillanti
delle sue terre
avvolte nell'inverno.
Ma sono sua
da sempre
senza che io l'abbia mai saputo.
In me vi è l'autunno.
Stagione di mezzo.
domenica, luglio 13, 2008
Che dio la manda...
Passeggiavo tranquilla per i tranquilli viali alberati sotto casa, in una tranquilla serata di un tranquillo sabato milanese, quando...
- No no no, diranno i miei piccoli lettori!
Osservavo il traballio delle maniglie in un traballante tram di una traballante linea ferrotranviaria milanese, quando...
- No no no.
(Nda)
Ero, allora, davanti al luminosissimo specchio del mio bagno pieno di luminosissime lampadine a bestemmiare perchè nell'afferrare dal cassetto la matita all'hennè avevo scoperto che si era completamente sciolta tra il tappo e le altre matite (sarà forse colpa delle luminosissime lampadine a numerosissimi caldissimi watt?!), quando...
ed eccoci, miei piccoli lettori...
(Nda)
Gli dei del cielo tutti, riuniti in un grande e fastoso simposio, spiluccando tra chicchi d'uva e polpose dolci more, ubriachi di dorata ambrosia, si bloccano all'improvviso alle urla possenti di Zeus che al cospetto di Giove crede di poter vantare anzianità ed esperienza, mentre senza calma si avvicinano a grandi passi Chaac, Kon e il temuto Tlaloc.
Dai coloriti volti degli dei silenziosi scolorisce il rosa, mentre sulle guance dei furenti fioccano il rosso, il viola ed il verde.
...all'improvviso, la luce della lampada sul lavandino tremola e senza preavviso le tegole del tetto, i vetri delle finestre, le grondaie e gli alberi fuori, sembrano spezzarsi e piegarsi sotto i colpi del cielo.
Nell'inedia di un sabato sera a Milano, mentre un gatto miagola in cortile, mentre qualcuno si appende alla maniglia di un tram o passeggia tra i viali alberati...
dal tetto del mondo, pavimento dell'olimpo, inizia a precipitare affilatissima pioggia e grossi sassi di ghiaccio.
- congelateli! miei piccoli lettori!
(Nda)
Dopo una ventina di minuti, nella rissa tra gli dei, alcune gocce di ambrosia si rovesciano sui tavoli e le trame blu delle stoffe apparecchiate, drappeggiano disordinate tutte per terra.
Così, truccata e pronta per uscire, mentre guardavo fuori dalla finestra,
non sono riuscita a vedere chi tra Zeus, Giove, Chaac, Kon e Tlaloc, alla fine l'abbia spuntata...
Ma è certo che il soffitto blu di questa terra è tornato a luccicare pieno di stelle.
lunedì, marzo 03, 2008
La castagna
Dopo attente ricerche per individuare la vera, profonda, causa per cui un banalissimo raffreddore mi fa barcollare per casa come un ubriacone, sono approdata alla scoperta della castagna.
Ad onore del titolo non mi dilungherò su banalità e curiosità sul mio conto, piuttosto offrirò il mio contributo alla comunità spiegando la faccenda della castagna.
Premessa.
Il raffreddore è una malattia! A differenza di quanto vogliano farci credere le rubriche stagionali di salute e soprattutto, a dispetto di quando, da piccola, prima di andare a scuola, mia madre mi diceva "è solo un raffreddore!".
Oggi, come dire, sono malata!
"Il raffreddore, altrimenti detto rinite acuta, è una malattia virale tra le più comuni patologie stagionali dell'inverno che colpisce le vie aeree superiori. Esistono ben 250 ceppi virali differenti, cause del processo di infiammazione della mucosa nasale.
Il raffreddore rappresenta proprio l'insieme dei processi reattivi infiammatori acuti della mucosa nasale che tenta, gloriosa, di difendersi dal virus. Quando il virus oltrepassa i limiti fisiologici di protezione della mucosa nasale attraversando il muco, solitamente dedito alla difesa delle vie respiratorie da pulviscolo e germi, altera la dinamica ciliare e la stessa composizione del muco influendo sui processi di riscaldamento e umidificazione dell'aria." [sono sprecata per questo blog, al TG4 farei faville]
Sintomi.
Risulta evidente dunque l'apparizione ectoplasmica di muco, altrimenti detto moccico, ostruzione nasale, starnutazione, mal di gola... E chi più ne ha più ne metta.
La sintomatologia è molto soggettiva, talvolta si arricchisce di nuove apparizioni quali dolori alle ossa, tosse, lacrimazione abbondante, fino a scaturire in un vero e proprio febbrone da cavallo che è poi niente po po di meno che una banalissima influenza.
È bene sottolineare che quale malattia virale, al contrario delle malattie batteriche curabili con antibiotici, il raffreddore non ha cura, al più puoi tentare di ridurre i sintomi.
Ed eccoci finalmente alla castagna.
Cure.
Rozze e vane dicerie popolari vogliono che la vitamina C sia determinante per le sorti del virus.
Sfatiamole.
Sfatate.
Fatto.
Balorde e stucchevoli pubblicità suggeriscono invece di sollazzare il vostro naso con nazofalina o sodio cloruro, senza ricordarvi spesso di non andare oltre i 3 clisterini al giorno. La cosiddetta rinite da rimbalzo o medicamentosa, una condizione di congestione permanente, può esserne una conseguenza dell'uso prolungato di questi farmaci. [qui ci stava da dio un bannerino pubblicitario, e invece chissà per quale stupido motivo ho optato per un BLOG ADV FREE]
Il bastone e la carota... il bastone e la carota...
I ceppi virali sono talmente tanti che non vi è vaccino per ogni raffreddore, dunque non c'è cura rapida se non la pazienza.
Ce l'hai e te lo tieni!
La castagna, finalmente.
I saggi e ponderati rimedi della nonna suggeriscono una castagna in tasca allontana il raffreddore. Portare con sé in tasca una castagna allontana dunque il raffreddore debellando l'umanità da questa piaga. La mia vivace e raffreddata attenzione è stata però colpita da una notizia ben più sorprendente. Una castagna in tasca allontana davvero il raffreddore! Sembra infatti che tra foglie, frutti, fiori e ricci, il castagno abbia spiccate proprietà antisettiche, antireumatiche e antinfiammatorie! Nello specifico la castagna è un frutto ricco di magnesio e manganese, ricostituenti naturali davvero eccezionali.
Il presente foglietto illustrativo non vuole sostituire il parere medico. Leggere attentamente le considerazioni finali.
Considerazioni finali.
Nonostante io abbia fermamente deciso di voler trascorrere il prossimo inverno con una castagna in tasca, questo non vuol dire che portare una castagna in tasca curi o allontani il raffreddore.
Facciamo un po' di numeri:
250 ceppi virali differenti.
Dovreste portare quantomeno 1 castagna per ogni ceppo.
Che vuol dire: 1 castagna x 250 ceppi = 250 castagne in tasca.
2 termometri rotti dal gennaio 2008.
La castagna non avrebbe impedito la caduta.
170 Km orari la velocità cui viaggiano i virus attraverso uno sternuto.
A meno che non abbiate una castagna da 2 tonnellate davanti a voi o ve la tirino addosso e tentiate di schivarla proprio in quel momento, la castagna non riuscirà a fermare l'odiosissimo virus.
160 giorni circa di castagne in tasca.
Dai 4 ai 7 giorni perché un raffreddore faccia il suo corso. Se siete sfigati e vi beccate pure l'influenza dai 7 ai 10 giorni.
30 euro al chilo le caldarroste.
Spray nasale 4,00 euro.
Caldarroste vs Spray Nasale 0-1
Conclusioni.
Il mio raffreddore non migliora e nonostante la ricerca oggi non ho trovato un supermercato aperto dove comprare le castagne, ma resto fiduciosa... e da domani nel taschino porterò una castagna.
In basso il sondaggio.
Votate copiosi.


